La trasparenza e la valutazione dei dipendenti della P.A.

Alzi la mano la Pubblica Amministrazione che ha adottato la trasparenza come attività da monitorare e da pesare a fini retributivi e valutativi del personale

MADIA + MICHELE + VIANELLO + FOIA

Qualche giorno fa il Consiglio dei Ministri ha approvato due importanti provvedimenti di riforma della Pubblica Amministrazione.

Il primo provvedimento riforma il Testo Unico del Pubblico Impiego del 2001, il secondo riforma il DL 27 ottobre 2009 n. 150 sulla valutazione delle performance del personale pubblico.

Il primo provvedimento prevede “la razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, lo sviluppo di sistemi di misurazione dei risultati raggiunti dall’organizzazione e dai singoli dipendenti e forme di semplificazione specifiche per i diversi settori della pubblica amministrazione”.

Il secondo provvedimento consente, tra le altre, ad una Pubblica Amministrazione di “misurare e a valutare la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti.”

Inoltre “gli Organismi indipendenti di valutazione (OIV), tenendo conto delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione, dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi. A tal proposito, sono previsti strumenti e poteri incisivi per garantire il ruolo degli OIV, specie con riferimento al potere ispettivo, al diritto di accesso al sistema informatico e agli atti e documenti degli uffici”.

Mi riservo un approfondimento e un giudizio più puntuale dopo la lettura del testo integrale dei provvedimenti. Ciò che posso dire fin da subito é che siamo in presenza di un importante passo in avanti. Alla luce di queste disposizioni legislative appare evidente come le Pubbliche Amministrazioni (e i Comuni in particolare) dovranno dotarsi di strumenti adeguati alla valutazione dei risultati e delle performance.

Detta con franchezza, finisce l’epoca nella quale tutti ottenevano il massimo delle valutazioni per poter garantire un risultato uguale per tutti.

Lo stesso Dipartimento della Funzione Pubblica, qualche settimana fa, ha messo in consultazione (e in queste ore sta adottando) la circolare per una corretta applicazione del FOIA.

Ho avuto modo di commentare il testo della circolare (FOIA: da una visione burocratica e “giustizialista”, a prassi organizzativa) qualche giorno fa.

Alla luce dei due provvedimenti legislativi e della circolare, il raggiungimento della “trasparenza” sarà sempre di più un costituito da un assieme di attività e di obiettivi da raggiungere, da monitorare, da pesare, da retribuire.

MICHELE + VIANELLO + FOIA + MADIA

Ma qui siamo all’anno zero in tutte le Amministrazioni. Il Piano per la trasparenza nel 2017 é stato concepito come una sommatoria disorganica di principi. Inoltre é stato sommato al piano anticorruzione.

L’immagine più sopra rappresenta alcune attività da impostare, da programmare nel tempo, alle quali attribuire budget in termini di risorse umane e finanziarie.

Se vogliamo che il FOIA e la trasparenza divengano realtà devono diventare un assieme di concreti obiettivi da raggiungere. A questi principi si dovranno adeguare anche gli OIV.

Le slide a vostra disposizione propongono alcuni principi ed attività da impostare.

Ovviamente tali attività e principi necessitano, per essere realizzati, di professionalità e di metodologie.
Naturalmente sono a Vostra disposizione per discuterne in un modo più approfondito.
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