Un giorno senza Google. Le stupide velleità della U.E..

 

 

Un giorno senza Google

 

Ogni mattina come centinaia di milioni di persone in tutto il mondo accedo ad Internet utilizzando Chrome.

Nessuno me lo ha imposto. Semplicemente Chrome é più veloce, affidabile, semplice rispetto ad altri browser.

Ho più di un indirizzo mail, ma quello che uso di più da qualche anno é Gmail. Uso Calendar per organizzare la mia agenda.

Non uso Google Drive, ma uso Dropbox (semplice, poco costoso, affidabile). Tutta la mia musica sta su ICloud che pago.

Alcuni servizi li pago, altri (quelli su Google) sono gratuiti.

In cambio lascio  qualche mia informazione. Lo scambio, per me, é assolutamente equo.

Molte piattaforme o software che utilizzo sono gratuite, altre sono a pagamento.

Ciò vale per Facebook, per Instagram, per Twitter  ecc.ecc..

Google non é un ente di beneficienza o una azienda foraggiata da denaro pubblico, idem Facebook, Twitter ecc.ecc..

Capisco le ragioni dell’Unione Europea, ma sono le ragioni del secolo scorso. Capisco chi esige il diritto all’oblio, ma allora il diritto all’oblio vale anche per la carta stampata.

Apriamo gli archivi dei quotidiani cartacei, a partire da La Repubblica, e distruggiamo ogni articolo che ha parlato di noi.

Google non é un obbligo, Dropbox non é un obbligo, Amazon non é un obbligo, ho scelto, liberamente, di cedere qualche dato (chi se ne frega se sanno che oggi sono a Pisa) in cambio di servizi.

Un giorno senza Google sarebbe un danno per le mie attività professionali. Se questi servizi non me li da Google, me li deve dare, con la stessa qualità, lo Stato. Ovviamente me li deve dare gratuitamente, come fa Google.

Se davvero l’Unione Europea vuole rompere il monopolio di Google (e di tutte le OTT) metta in campo il meglio della ricerca e delle Università Europee, chiami a raccolta le imprese europee, metta sul piatto qualche miliardo di euro per finanziare un modello di uso di Internet diverso, pubblico, più democratico, meno invasivo, più rispettoso della privacy, ovviamente gratuito ecc.ecc..

Tutto il resto francamente é dannoso e stupido e limita la diffusione dell’economia e della cultura digitali.

Che queste prese di posizione anti Google avvengano durante il semestre italiano di presidenza dell’UE e che l’Italia taccia, mi lascia francamente basito.