Dialogo tra un artigiano e un “guro” digitale. Parla come mangi ….

Michele Vianello + digitale +artigiani + imprenditori

Siamo tutti lì, noi “guri digitali” (o presunti tali) ad arrabbiarci con gli imprenditori italiani che ci pigliano poco con il digitale.

Abbiamo una immagine strana, un pò deformata, degli artigiani e dei piccoli e medi imprenditori italiani.

Li frequento, per lavoro e anche perché mi sono simpatici.

Chi é sopravvissuto tra di loro ha superato una crisi devastante. Ha combattuto contro le banche, contro la burocrazia dello Stato, contro i cinesi e così via. Sono degli eroi, amici miei.

Noi oggi (io no, ho imparato) andiamo a parlargli di “change or die”. Sempre se ti capisce un artigiano ti dirà “intanto muori te, e poi vediamo…”.

Andiamo a parlargli  di “wearable”, di customer experience, makers. Ragazzi, non é questo l’approccio.

Ai nostri convegni il piccolo imprenditore sente parlare di queste cose e, magari, lo affasciniamo…. in prima battuta….

Poi portare le tecnologie “wearable” nella sua attività é altra cosa.

10Michele Vianello Digitale

Forse, con un pizzico di umiltà, dovremo adeguarci noi al loro linguaggio e, invece che propinargli gadget e frasi fatte, dovremo capire i suoi (dell’artigiano, del commerciante, del piccolo imprenditore) bisogni, parlare e comunicare con il loro linguaggio.

Proviamo a parlare di digitale in modo reale. Insomma, parliamo di digitale come mangiamo i bucatini.

Soprattutto dobbiamo venire a patti con noi stessi:

1) abbiamo molto da imparare da loro (io sto imparando tantissimo);

2) non sempre il digitale é la ricetta – o l’unica ricetta – per risolvere i loro problemi e migliorare i loro prodotti.