Le contaminazioni che cambieranno il mondo. Artigiani, coworker, makers…

 

Confartigianato Udine novembre 2014.pptx

 

E se contaminassimo gli artigiani, gli hacker, i coworker…?

E se gli ecosistemi di innovazione fossero i borghi antichi che arricchiscono molta parte dell’Italia?

Qualche giorno fa ho tenuto lo speech d’apertura della manifestazione organizzata dalla Confartigianato di Udine “Udine 3D Forum.”

Da un pò di tempo collaboro con il mondo dell’artigianato che ruota attorno a Confartigianato.

Mi sto sempre di più convincendo che il “pensare con le mani”, che é ciò che contraddistingue il lavoro artigiano, sia un valore che vada consolidato e diffuso.

Il mondo dell’Information and Communication Technology potrà sempre di più aiutare la diffusione della cultura artigiana. L’I.T. non distrugge il lavoro artigiano.

L’I.T. non é il nemico del mondo artigiano. L’I.T. é una occasione di crescita per il mondo artigiano.

Il social networking può aiutare il mondo artigiano, la diffusione di Internet of Things può qualificare il prodotto artigiano, la diffusione del cloud computing può contribuire ad una migliore organizzazione dell’impresa artigiana.

La cultura dello sharing, la virtù della condivisione possono far si che il mondo artigiano possa diventare un cardine di un nuovo sviluppo economico in Italia.

Pensate alla forza di tante mani che pensano assieme.

Confartigianato Udine novembre 2014.pptx

Chi mi segue sa che da tempo sostengo che la cultura dei coworker, la cultura dei makers, la cultura degli hacker, se miscelate assieme, se utilizzate dalle governance cittadine, possono contribuire al consolidarsi delle culture innovative negli ambienti urbani.

È arrivata l’epoca della realizzazione degli ecosistemi di innovazione dove il cocktail innovativo delle culture e alla condizioni legate alla decontestualizzazione del lavoro possono cambiare il volto sociale di una città.

Naturalmente il mondo degli startupper potrà trovare lì il terreno ideale per consolidarsi.

Da soli restano isolati. Restano un fenomeno da descrivere. Assieme possono cambiare la società.

Sono convinto di non esagerare.

Un ulteriore salto di qualità é rappresentato dalla contaminazione del mondo artigiano con il mondo degli “innovatori anomali”.

Perché un sarto non può adottare tecnologie legate alo smart clothing? Perché un impiantista artigiano non può diventare un esperto in domotica? La stampante 3D non é l’unica innovazione da diffondere. È la contaminazione delle diverse branchie del mondo I.T. con la produzione artigiana ciò che potrà consentirci un salto di qualità.

Ma, anche i luoghi fanno la differenza. Smettiamola di pensare che sono solo le grandi aree urbane i luoghi di queste proficue contaminazioni.

Avete mai pensato che Grottamare vecchia (cito questo luogo perché ci sono stato qualche giorno fa e mi ha colpito molto) possa diventare un ecosistema di innovazione? Naturalmente di Grottamare in Italia ce ne sono molte.

Michele Vianello artigiani innovazione

Quelli che immagino sono luoghi antichi popolati da coloro che “pensano con le mani”, dai coworker, dai makers, dagli hacker.

Antico e moderno, tradizione e innovazione, creatività e razionalità, visione e concretezza. Borghi antichi come fabbriche moderne.

D’altronde quanto tessuto urbano italiano é costituito da borghi antichi che cercano di essere popolati dandosi una nuova identità?

Alcuni diranno che non é possibile… il solito Vianello … come facciamo.

Sono convinto che l’assieme di energie pubbliche e private (oltre alla disponibilità alla contaminazione) potrebbe consentire di sperimentare queste inedite politiche industriali.

Sono convinto che la narrazione di questa esperienza e il suo successo ne potrebbero determinare un probabile successo.

Le slide del mio intervento a Udine.

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