PERCHÈ IL MONOPOLIO TELECOM IMPEDISCE LO SVILUPPO DELLA CONNETTIVITÀ. UNA STORIA REALMENTE ACCADUTA.

michele + vianello + smart + cities + italia

VEDIAMO SE QUESTO È UNO STORYTELLING CHE INTERESSA A QUALCUNO)

Siete tutti lì, a parlare di digitale, di gadget tecnoligici, di SPID.

Bene, anzi male. Ora vi racconto una storia.

È una storia vera, successa a me, in un capoluogo di provincia come Venezia.

Il mio attuale gestore di connettività mi fornisce una servizio FINO a 20 mega.

In realtà, se arriviamo a 2 mega siamo già iper fortunati.

A casa, oltre alle mie diverse connessioni, si collegano mia moglie, mio figlio (Apple TV), SKY on demand. Non siamo una famiglia normalissima (come connessioni in contemporanea), ma nulla di particolarmente eccezionale.

Si va in crisi quando TUTTI (comprese le TV) utilizziamo la connessione a Internet. I tempi diventano imbarazzanti.

In queste occasioni anche Google Drive e Wetransfer danno il peggio di sé.

Qualche giorno fa ho visto che Vodafone offre 30 mega ad un prezzo vantaggioso (25 euro mese).

“OK”, mi dico, “proviamo”.

Chiedo al venditore (Negozio Vodafone Nave de Vero) “Mi scusi, FINO a 30 mega, o 30 veri?”. Il venditore dopo aver consultato al terminale il livello di copertura della mia zona mi rassicura: “Guardi, almeno 25 mega veri li garantiamo”.

“Ottimo” dico io. E comincia il calvario.

Atto I Fissare una data perché il tecnico venga a casa ad attuare la connessione. Ci mettiamo un pò ma, alla fine, missione compiuta.

Essendo un malfidente ho per fortuna la brillante intuizione di non disdire il contratto all’attuale gestore.

Mi limito a chiedere l’attivazione di una nuova linea.

Atto II Arriva il tecnico a casa mia dopo qualche giorno. Ovviamente devo prendermi un giorno di riposo. Voglio sorvegliare l’andamento dei lavori.

Il tecnico é un dipendente di TELECOM (ovviamente la centralina nel condominio é la loro).

Prima ancora di vedere la centralina il tecnico (con fare trionfante/scocciato) dice “Non funzionerà mai”.

Da finto ingenuo gli chiedo “perché?”.

Risposta: “La fibra arriva a Venezia solo fino a San Salvador (centro Telecom Venezia), poi rame dappertutto. A casa sua c’é doppino in rame, quindi non funzionerà mai.”

Atto III Ovviamente chiedo al tecnico di procedere egualmente e lo seguo nel magazzino del condominio dove arriva il “doppino”. Di fronte ai miei occhi attrezzatura di inizio 1800.

Lascio il tecnico al suo lavoro e torno in appartamento.

Atto IV Il tecnico con fare trionfante afferma che ha provato, ma che non funziona nulla.

Domanda: “Che faccio?”. Risposta “Chiami Vodafone”. Non ha il coraggio, almeno quello, di chiedermi di passare a Telecom. Telecom la ho lasciata da anni per il prezzo spropositato e il pessimo servizio fornito.

Atto V Chiamo Vodafone e avviso una gentilissima (davvero) addetta la quale non è in grado di darmi una risposta perché Telecom non ha ancora avvisato Vodafone dell’impossibilità di agire.

Atto VI Qualche giorno fa Vodafone si é ritagliata altri 20 giorni per verificare se Telecom “ci fa o ci é”.

CONCLUSIONI: Se in una città come Venezia assistiamo a queste indecorose scenette figlie del monopolio di Telecom, figuratevi cosa può succedere a Crotone.

a) non rompetemi più l’anima con le virtù del digitale, con gli obiettivi dell’Unione Europea (fin che Telecom avrà il monopolio 100 mega a tutti ce li sogniamo), con gli smart city index.

Finché un unico soggetto deterrà, nei fatti, il monopolio della “condizione abilitante” alla connettività e all’essere “smart” non si farà mai un passo in avanti.

p.s. TIM é uno degli sponsor dello Smart City Index (con che faccia), quello che da i voti alle città italiane.

b) cari esegeti del progresso digitale italiano, delle fatture elettroniche, di SPID provate a sprecare qualche parola di sdegno sul monoplio Telecom invece che farvi sponsorizzare. L’inefficineza di qualche Comune non vale nulla di fronte a questa montagna da scalare.

p.s. TIM é uno dei soggetti accreditati (servizio della Nuvola Italiana) a concederci la nostra identità digitale (e con l’occasione a proporci contratti per la connessione ultra veloce.

Evviva il mercato e la concorrenza.

Michele Vianello

https://www.linkedin.com/in/michelevianello

5 pensieri riguardo “PERCHÈ IL MONOPOLIO TELECOM IMPEDISCE LO SVILUPPO DELLA CONNETTIVITÀ. UNA STORIA REALMENTE ACCADUTA.

  • 23 marzo 2016 in 8:38
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    Ho ordinato alla TIM una normale e semplice connessione ADSL il 12 febbraio e l’ho avuta il 21 marzo dopo appena 38 giorni! e dopo 4 inutili solleciti.
    buona giornata a tutti.

    Risposta
  • 23 marzo 2016 in 9:29
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    Caro Michele,
    purtroppo questo è il risultato della privatizzazione scellerata di SIP/Telecom Italia operata dall’allora governo di/con (se non ricordo male) Massimo “Baffino” D’Alema. Prima che venisse privatizzata in quella maniera tanto assurda quanto criminale e che finisse nelle mani del “Tronchetto dell’Infelicità” Marco Tronchetti Provera, la rete SIP/Telecom costituiva il “sistema nervoso” del nostro Paese. Fosse rimasta “di Stato”, la società non avrebbe avuto l’obbligo di legge di fare profitto (obbligo che hanno le società di capitale) e quindi avrebbe avuto la possibilità di rinnovare le centrali telefoniche “di strada” e anche quelle dei condominii di pari passo con l’evoluzione tecnologica, anche e pur rimettendoci, perchè sarebbe stato un “servizio pubblico”. Essendo invece stata resa una società di capitali, sostituire le centrali telefoniche o quelle dei condominii diventa un costo, costo da sostenere se e solo se “giustificato” da un utile/guadagno. In sintesi: se su una centrale telefonica sono attestate, che so, 100 utenze e di queste 100 solo 10 o 20 fanno richiesta di “accensione” di una ADSL, il guadagno non giustifica la sostituzione della centrale “in rame” con una “in fibra”. Al momento le uniche 2 scelte per la banda davvero larga sono la fibra veloce di TIM (laddove effettivamente ed efficaciemente arrivi però al e nel tuo “hub condominiale”, oppure la fibra o la VDSL di Fastweb, laddove però Fastweb arrivi al tuo palazzo con la fibra oppure se hai la fortuna di abitare entro “x” metri dalla terminazione della centralina in fibra di Fastweb (VSDL vuol dire che Fastweb arriva in fibra vicino a casa tua e poi dalla centralina a casa tua va in rame, che è sempre meglio di niente).
    Sono quindi d’accordo con te che prima di parlare di SPID, Smart Citizen, Fattura Elettronica (non so se te lo hanno detto, ma credo di sì, che ancora oggi, a quasi un anno dalla entrata in vigore dell’obbligo della FEPA, l’80% delle fatture elettroniche ricevute dalla PA viene STAMPATA e imputata a mano perchè i sistemi gestionali della PA non sono pronti/atti a importare automaticamente i file XML delle fatture PA ricevuti?), Netflix, virtù del digitale etc, vediamo di costringere/obbligare/coercizzare TELECOM Italia a provvedere. Potremo avere anche 100 operatori diversi, ma fino a quando l’ultimo miglio (tratta centralina “di strada”-Condominio e Condominio-Appartamento) sarà in rame e sarà “di proprietà” di TELECOM Italia, saremo sempre il fanalino di coda della vita digitale europea.

    Risposta
  • 23 marzo 2016 in 10:18
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    Per statistica. Ho aderito via web all’offerta SMART FIBRA di TIM il 4 dicembre 2015, mi hanno attivato una nuova linea ADSL TIM con migrazione del numero VoIP, lasciandomi l’amara sorpresa di dover disdire l’abbonamento con il precedente operatore (NGI) perché finalizzare il trasloco di linea è al disopra delle possibilità di TIM il 17 febbario 2016 (perché non sia stato traslocato direttamente su una linea SMART FIBRA lo considero un X-files di TIM; nessuno dall’assistenza me lo ha spiegato).
    Dal 17 febbraio ho ricevuto: l’8 marzo un appuntamento “a mia insaputa” (scoperto grazie all’SMS di disdetta per motivi tecnici e non faccio ironia sopra per rispetto delle donne che lavorano); il secondo concordato con i miei genitori (e non tramite il mio cellulare, lasciato come numero di riferimento) il 21 marzo a cui il tecnico non si è presentato (nonostante 5 telefonate al 187 per chiedere conferma e spiegazioni prima e durante la giornata dell’appuntamento). A nulla sono valsi i 3 reclami (sto preparando il 4) per la evidente inottemperanza a quanto dichiarato nella carta dei servizi di TIM. Forse se TIM spendesse meno in pubblicità e più in risorse umane e formazione il PIL aumenterebbe come racconta Matteo Renzi e non cadrebbe in un pozzo nero come sta accadendo.

    Risposta
  • 23 marzo 2016 in 18:23
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    Caro sig. Vianello, ho letto con apprensione l’iter delle sue disavventure. Con apprensione, perché anch’io sono stato coinvolto in questi inghippi e le garantisco che l’incazzatura è a un livello tale che ancora non ho deciso cone procedere contro Vodafone. La storia è del tutto simile alla sua. Da tempo sulle cronache locali di Prato si sta pubblicizzando il gestore Vodafone a 100 mega per tutta la città e quando mi hanno chiamato con la proposta dei 20 mega, mi è sembrato plausibile. Non ero complatamente convinto, ormai la storia che le linee di proprietà Telecom non sopportano velocità sostenute è conosciuta anche da mio nipote Alberto che ha meno di 5 anni. Più volte sono stato contattato da diversi Responsabili per garantirmi almeno 18 mega, vista la distanza di 159 metri della gabina da casa mia. Per brevità ho accettato il contratto da 25 euro mensili, per poi scoprire che è tutta una bufala. Una volta installata la linea non navigando a più di 2,5 mega ho chiamato il servizio clienti e il tecnico mi ha detto la triste verità. Una gentile responsabile mi ha detto che la parte commerciale che Vodafone riserva ad alcune agenzie, siccome sono a percentuale sui contratti ottenuti, tendono a spingere gonfiando alcuni dati. Quello che è peggio è che non posso avvalermi del diritto di recesso dei 14 gg in quanto il conteggio parte dalla consegna della Vodafone Station che è avventa il 29 febbraio e la linea mi è stata attivata il 15 di marzo. Sarà un caso ?
    Si immagini come mi brucia !
    La saluto cordialmente, almeno lei e rimasto con il vecchio gestore, pensi che il mio, al momento del trasferimento del numero, mi aveva anche lui proposto 25 euro mensili che ho rifiutato proprio abbindolato dalla velocità che in famiglia ci avrebbe fatto molto comodo per gli stessi suoi motivi.
    PAOLO TEMPESTINI (babbo di Matteo)

    Risposta
    • 29 marzo 2016 in 20:01
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      Domani nuovo round. Vediamo cosa succede. La terrò aggiornato. Grazie

      Risposta

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