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Codice dell'Amministrazione Digitale

P.A. digitale … e qui casca l’asino

Michele Vianello + digitalizzazione + PA

Posso sbagliarmi anzi, mi auguro di sbagliarmi, ma il processo di totale digitalizzazione di tutta la Pubblica Amministrazione italiana così come previsto dalla legislazione già in vigore (attendiamo anche gli effetti della delega Madia), non è nelle coscienze e nelle attività concrete di ogni giorno di larghissima parte delle Istituzioni.

Attenzione, molte Amministrazioni si stanno dotando di nuovi software, alcune provano a formare il personale, altre chiamano i volonterosi dell’open data.

Tuttavia, non si fa un passo in avanti.

La digitalizzazione della P.A. sta procedendo attraverso scadenze.

Entro la data X le imprese dialogano con la P.A. solo in forma digitale; entro la data Y tutti i cittadini dialogano con la P.A…., entro la data J protocollo e conservatoria ecc.ecc…

Per i dipendenti della P.A. è una sorta di riedizione del noto “ricordati fratello che devi morire!!!”.

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Si è presa la P.A. così come è con il suo carico persecutorio ed autoreferenziale, con le sue forme organizzative verticali, con il suo eccesso legificatorio, e si è pensato che si potesse digitalizzare l’Italia a scadenze fisse.

Qui è cascato l’asino.

Non è colpa dei pubblici dipendenti, ma di chi pensa e continua a pensare che la digitalizzazione della P.A. sia il frutto di software più evoluti, sommati agli open data, con una spruzzata di smart cities.

Il comunismo si realizzava sommando l’acciaio e il telegrafo.

E allora????

E allora, dobbiamo innanzitutto scalare la montagna senza scorciatoie.

Come direbbe il mio amico Paolo Colli Franzone, la digitalizzazione della P.A. avviene se c’è commitment forte e risorse economiche adeguate.

Provo a tradurlo secondo la mia logica.

La totale digitalizzazione dei rapporti tra P.A. e cittadini comporta la scomparsa totale del modulo e del concetto di modulo.

I cittadini e la P.A. avranno a che fare con un flusso digitale tra domanda e offerta di servizi.

Quando acquisto un prodotto su Amazon attivo un flusso digitale dal momento della scelta al pagamento, alla consegna ecc..

Questo ciclo è virtuoso perché si basa su modelli organizzativi che consentono di fornire un servizio, senza soluzione di continuità, utilizzando il web.

La P.A. deve riprodurre, pari, pari, questo processo. Sarebbe auspicabile un processo di delegificazione e di deburocratizzazione, ma temo che ciò non avverrà in tempi brevi. Quindi, a legislazione vigente:

  • analisi dei processi, delle procedure, loro scomposizione;
  • analisi delle interazioni tra le diverse fasi organizzative e con i cittadini fruitori di un servizio;
  • semplificazione delle procedure, eliminando i doppioni, i tappi ecc.;
  • formazione dei pubblici dipendenti e dei cittadini alle logiche organizzative, lavorative e di consumo di servizi pubblici improntate alla collaborazione, all’open, alla trasparenza;
  • abbandono dei vecchi software che digitalizzano l’esistente. Adozione di software che consentono interazioni, semplificazioni, sistemi di pagamento on line, gradimento da parte dei cittadini.

La digitalizzazione della P.A., non è l’obiettivo. L’obiettivo è quello di servire in rete servizi eccellenti ai cittadini.

Insisto, come sto facendo da tempo, la base è il cambiamento dei modelli organizzativi e gestionali.

A quel punto ecco a voi …. La digitalizzazione e le interazioni con i cittadini.

p.s. smettiamola con questa balla moralistica secondo la quale questa “rivoluzione” si va a invarianza di risorse.

Come ribadiamo al privato che il digitale è un investimento e non un costo, perché nel pubblico questo principio non dovrebbe essere altrettanto vero?

 

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