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La strada delle croci

Il romanzo non è eccezionale. Da lettore di gialli mi aspettavo di meglio.
La cosa che mi ha colpito però è l’approccio “leggermente criminalizzante” della rete e dei blog.
“Per universo sintetico si intende la vita nei giochi di ruolo online e nei siti di realtà virtuali, tipo Second Life….Per la nostra generazione il confine tra l’universo sintetico e quello reale è netta: il reale è quello in cui ceni con la tua famiglia…Ma i giovani -e per giovani intendo ragazzi fra i venti e i trent’anni (sic!!!), a volte anche di più- non colgono la differenza. Gli universi sintetici stanno diventando sempre più reali, per loro.”.
E’ evidente la banalizzazione, a partire dall’età media dei malati di WEB. Da questa affermazione si dipana poi la storia di un blogger demagogo e….(non posso svelarvi il finale), in un ambiente fatto di ragazzi banali fino alla crudeltà e all’imbecillità.
Mi piacerebbe leggere, prima o poi, un romanzo (un saggio, una storia vera) che narri come le reti sociali hanno cambiato la qualità dell’istruzione, cambiato in positivo la vita di un’impresa. Insomma la demonizzazione del WEB, purtroppo pretesto anche per i romanzi gialli, sta cominciando ad offuscare il cambiamento indotto dalla rete e dall’user generated content.
Cominciamo a narrare altre storie.

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