Il destino degli URP – In occasione dei 20 anni dell’URP Emilia Romagna

In occasione dei 20 anni dell’URP dell’Emilia Romagna mi é stato chiesto di prospettare un futuro a questi importanti strumenti di relazione tra i cittadini e le Istituzioni.

Con molte ragioni le Istituzioni si stanno interrogando sull’impatto che i diritti digitali e il diritto alla trasparenza dei cittadini , sanciti dalla nuova legislazione Madia, avranno sui modelli comunicativi e organizzativi adottati fino ad ora dalle Pubbliche Amministrazioni.

La mia risposta meglio, la mia proposta, é che gli URP debbano sviluppare ulteriormente la propria attività, però riqualificandola profondamente.

Le slide illustrano bene il dipanarsi del mio ragionamento.

In particolare la legge attribuisce agli URP il compito di assistere i cittadini nell’esercizio del diritto alla trasparenza (FOIA).
Anche secondo il Dipartimento per la Funzione Pubblica, gli operatori degli URP devono assistere i cittadini nella corretta formulazione di una domanda di accesso generalizzato. La “corretta formulazione” é un concetto che non andrà inteso solo sotto un aspetto formale. Gli operatori degli URP devono assistere i cittadini nella definizione corretta del documento, dell’atto, del dato richiesto.
Gli URP non devono essere un ostacolo, gli URP dovranno diventare una “porta di ingresso”.
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Nei prossimi anni andranno inevitabilmente gestiti dalle P.A. due canali di comunicazione con i cittadini.
Sempre di più i canali digitali assumeranno un peso rilevante se aumenterà l’offerta di servizi digitali e si semplificheranno le modalità di accesso per i cittadini.
Contemporaneamente una quota anche rilevante di cittadini continuerà ad interloquire con la P.A. in modo tradizionale, ossia analogico.
Ricordiamoci che l’uso dei canali digitali per il cittadino é una facoltà, non é un obbligo.
Anche in questo caso gli URP potrebbero assumere un ruolo importante di assistenza e nell’alfabetizzazione digitale dei cittadini.
Da un lato coadiuvandoli nell’utilizzo delle piattaforme digitali, dall’altro incentivandoli all’utilizzo del web. Forse sarebbe il caso che i formatori dei cittadini, nei corsi di alfabetizzazione digitale organizzati dai Comuni, fossero proprio i dipendenti degli URP.
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Naturalmente i dipendenti degli URP andranno riqualificati e opportunamente formati.
Infine, l’URP non dovrà essere una parte “separata” dell’Amministrazione, il luogo dove si raccolgono le lamentele e il malessere. L’URP dovrà parlare, forse influenzare, il linguaggio e le modalità di comunicazione con i cittadini.
Le Pubbliche Amministrazioni devono scoprire il concetto di multicanalità, ovvero la integrazione dei linguaggi, delle risposte, dei modelli comunicativi tra mondo analogico e canali digitali.
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Michele Vianello

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