La lunga strada alla consapevolezza digitale

Michele + Vianello + alfabetizzazione + digitale

IDEA INIZIALE

In altri momenti della storia dell’uomo, soprattutto durante la seconda rivoluzione industriale, l’essere umano è stato un attore che ha CONSUMATO gli oggetti frutto dell’innovazione.

La diffusione dell’innovazione si é trasformata in prodotti (ad es. l’auto, e tutti i prodotti di largo consumo) che sono stati concepiti per essere consumati.

L’espansione del digitale (almeno per quanto riguarda le piattaforme di condivisione e i device) è stata resa possibile dal desiderio di tutti noi di CONDIVIDERE i contenuti (idee, immagini, scritti).

L’esplosione del social networking, dei motori di ricerca e dei device mobili ha segnato positivamente il successo di questi primi anni di vita dell’economia digitale.

Fino a che l’essere umano troverà vantaggio e piacere nel condividere, sotto forma di bit, i contenuti (user generated content) il digitale continuerà ad espandersi.

Il commercio delle nostre informazioni costituisce la base per lo sviluppo dell’economia digitale.

 

Ma, siamo anche nell’epoca del “superfluo digitale“.

Ad esempio negli ultimi anni i device e le utilities che si ispirano allo “smart clothing” non hanno avuto quel successo che i proponenti si aspettavano.

Perché dovrei acquistare uno smartwatch?

Per espandersi vertiginosamente il “prodotto digitale” deve essere percepito come utile. Cosa mi da in più rispetto al mio smartphone uno smartwatch?

Internet of things continuerà ad espandersi e a pervadere parti crescenti della nostra vita se le persone impareranno ad utilizzare (a trovare utile) l’utilizzo dei dati generati dai sensori.

Parallelamente i produttori dovranno concepire e commercializzare device e piattaforme che ci consentano di valorizzare i dati per cambiare i nostri modelli di vita.

digitale, miracula et mirabilia, Michele Vianello

Il cambiamento dei nostri modelli di vita e di produzione é la grande sfida per la realizzazione delle smart cities.

Sempre più connessi, sempre più connessi in movimento, in questo modo possiamo vivere e lavorare in modo profondamente diverso.

Ho scritto nel mio libro “Smart Cities, gestire la complessità urbana nell’era di Internet” “Oggi, grazie all’Information Technology, siamo nelle condizioni di poter collegare tra di loro gli uomini e gli oggetti.

Il “dove sei”, non ha più importanza. Se a ciò aggiungiamo che anche il “quando sei” in un luogo non ha più importanza, capirete che siamo in

presenza di un altro sconvolgimento profondo.

Se prima volevamo spostarci “velocemente” di luogo in luogo, oggi pretendiamo la banda larga “ultraveloce” per spostare il più velocemente

possibile i bit che ci servono.

Questo cambiamento è già in corso, ma non ce ne stiamo rendendo conto, perché traiamo ancora pochi vantaggi dalle tecnologie e siamo troppo immersi nel mondo di atomi che abbiamo conosciuto fino ad ora. Siamo animali inconsapevoli. Continuiamo a guardare il mondo dei bit con le stesse percezioni visive con cui guardavamo gli atomi.”

Tutto ciò che ho affermato é indubitalmente vero.

Oggi potremmo organizzare le nostre città in modo post-fordista.

Perché allora non si realizza quanto auspicato? Perché ci soffermiamo sui device digitali e non sulla loro utilità? Una prima risposta é che organizzare le conseguenze della rivoluzione della conoscenza é cosa molto complessa e difficile.

Come avrete ben capito tutti ormai parliamo di digitale e ci appassioniamo e ci stupiamo di fronte all’ultimo device, ma la via della consapevolezza é invece molto lunga e turtuosa.

Michele Vianello + book + smart + citizen

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Michele Vianello

https://www.linkedin.com/in/michelevianello

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