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Agenda Digitale Italiana: perché potrà fallire???

La realizzazione di un’Agenda Digitale Italiana è troppo importante perché si tacciano difetti di impostazione e non si sottolineino limiti e interpretazioni palesemente errate.

Il decreto del governo “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e di sviluppo”, così recita all’art.47 “Agenda digitale italiana” “il Governo persegue l’obiettivo prioritario della modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a potenziare l’offerta di connettività a larga banda, a incentivare cittadini e imprese all’utilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacità industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi.”

Come si fa a non condividere un’affermazione come questa?

Il problema è che l’Agenda Digitale di un Paese non può ridursi alla “modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione….” ecc.

Una simile impostazione limita il campo di intervento di un Paese nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni.

Facciamo un esempio: gli investimenti in ICT di un’impresa o, meglio di un distretto produttivo che sviluppino l’attività di marketing on line, processi di unified communication, valgono meno della modernizzazione dei rapporti tra P.A. e cittadini???

Quanta innovazione genererebbe la defiscalizzazione di questi interventi???

L’innovazione ICT nelle imprese italiane vale meno punti di PIL della “modernizzazione dei rapporti tra P.A. e cittadini”???

L’Agenda Digitale non può ridursi ad essere l’innovazione nella P.A., altrimenti è destinata a non decollare.

Non sono ingenuo, questa impostazione serve a porre le basi per una stagione di investimenti pubblici nella P.A.. Utile, ma non sufficiente, anzi…

Altra osservazione: come si deve interpretare il termine “modernizzazione”???

Modernizzazione è, correttamente, l’incentivo all’uso di strumenti I.C.T..

Ma cosa si digitalizza: l’esistente??? Leggete i tanti decantati provvedimenti sulla semplificazione (soprattutto gli articoli 1-5-6), sono la dimostrazione della burocrazia pubblica che riproduce sé stessa in modo più o meno moderno.

In particolare tutto si riduce all’”adozione di regolamenti” per realizzare qualche cosa.

Ha ancora senso fare leggi che rimandano a successivi regolamenti, scritti da coloro le cui funzioni dovrebbero essere eliminate o “semplificate”. Chiedo, ha senso???

Ultima osservazione (almeno per oggi): l’Agenda Digitale non è la banda larga, il wifi ecc.

Il Decreto istituisce “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale italiana, coordinando gli interventi pubblici volti alla medesime finalità da parte di regioni, province autonome ed enti locali.”

Questa mia osservazione vale per nel sito “Impresa City” (ben piazzato su Google quando si digita Agenda Digitale Italian). Nel sito ci sono le osservazioni di chi butta “il cuore oltre l’ostacolo”.

Cerchiamo di essere realisti e di interpretare le leggi per ciò che dicono davvero.

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