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Alcuni ostacoli alla realizzazione dell’Agenda digitale

E’ chiaro che la realizzazione di un’Agenda Digitale in Italia, almeno per quanto riguarda una maggiore efficienza e trasparenza nei rapporti tra il cittadino e la P.A., comporta una forte capacità di investire risorse finanziarie.

Per realizzare ciò che è stato previsto dal Governo attraverso il Decreto per la semplificazione e lo sviluppo sono necessari investimenti in hardware (pensiamo solo alla realizzazione di infrastrutture per il clod computing), in formazione, in software.

Il Decreto, se realizzerà gli obiettivi che si è prefissato, consentirà alle imprese fornitrici una stagione di nuovo sviluppo.

Tuttavia c’é più di un’ostacolo da rimuovere, senza il quale “la committenza” sarà ingessata.

Il primo ostacolo si chiama “patto di stabilità”. E’ noto a tutti che la Pubblica Amministrazione non investe in innovazione anche perché vincolata ai parametri imposti dal patto di stabilità.

Una proposta: andrà previsto che gli investimenti in innovazione I.C.T., e in formazione non siano conteggiabili ai fini del mantenimento del patto di stabilità. Temo, altrimenti, che il Decreto resterà sulla carta.

Un’ulteriore misura dovrebbe riguardare la possibilità di prepensionare una quota significativa di Dirigenti e Dipendenti della P.A.. Soprattutto i Dirigenti.

Gli obiettivi del Decreto prevedono maggiore efficienza e una P.A. finalizzata a soddisfare i bisogni dei cittadini e delle imprese.

Una parte del personale della P.A. non è in grado, culturalmente di operare per raggiungere questi obiettivi, anzi lo ostacoleranno come è avvenuto in questi anni. La strada del prepensionamento è assolutamente necessaria.

Non so se questi posti vacanti dovranno essere ricoperti da nuove assunzioni. Non ne sono certo. L’innovazione ICT comporta necessariamente una diminuzione di forza lavoro.

L’impiegata che mi ha chiamato a casa qualche giorno fa per chiedermi di andare in Comune a ritirare il documento di “avvio del procedimento” di cambio di residenza (vi garantisco è un episodio vero che mi ha indignato) diventa una figura inutile.

Bene, se vogliamo fare sul serio, se vogliamo far sì che l’Agenda Digitale si realizzi davvero, è necessario affrontare subito con decisione anche le parti problematiche: patto di stabilità e diminuzione e riqualificazione del personale della P.A..

1 risposta su “Alcuni ostacoli alla realizzazione dell’Agenda digitale”

I problemi indicati sono molto reali e se non vengono risolti diventeranno un ostacolo quasi insormontabile . Sui progetti di innovazione si pone un problema serio: gli enti partecipanti devono pagare prima ai fornitori per poter dopo rendicontare la fattura tra le spese, anticipando quindi le risorse finanziare senza contrastare il patto di stabilità. Bisogna avere molto coraggio, anche perché si ha la certezza del rimborso parziale dell’investimento attraverso il co-finanziamento statale o regionale ma l’effettiva disponibilità delle risorse è incerta e tardiva. Occorre separare la gestione finanziaria dei progetti di innovazione della gestione generale dell’ente ed anticipare all’ente, come fa la Commissione Europea per i progetti da loro gestiti direttamente da Bruxelles, una parte cospicua del co-finanziamento all’ente, Questo ultimo può così gestire al meglio i rapporti con le imprese che lo affiancano e produrre i risultati nei tempi previsti, senza “n” proroghe che aumentano i costi di gestione del progetto oltre a dover accettare prezzi più alti. Non si capisce bene che in un progetto innovativo, di norma con investimento in tecnologie e applicativi di un certo riguardo, l’impresa scelta non è principalmente un “fornitore” ma anche un “partner” determinante nella produzione della soluzione innovativa. Mentre l’innovazione venga gestita come una semplice commessa di realizzazione di un opera, non se ne esci.

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