Categorie
Senza categoria

Venezia, l’innovazione, l’IMU

Il Gazzettino domenica ha gentilmente pubblicato un mio intervento su “Venezia e l’Innovazione“.

Questa mattina sono andato in Comune di Venezia per verificare il regime IMU applicabile ad un Parco Scientifico e Tecnologico, senza fini di lucro, che insedia startup e ospita molte aziende dell’innovazione.

Scopro che effettivamente è previsto un regime IMU agevolato “Per gli immobili ad uso produttivo funzionali all’azienda che non abbia licenziato nelle due annualità precedenti e che proceda all’assunzione con contratto a tempo indetermianto di uno o più lavoratori disoccupati di età superiore ai cinquanta anni o inferiore ai trenta. L’aliquota si applica per la solo annualità in cui è avvenuta l’assunzione, previa autocertificazione”.

Norma splendida concepita per le aziende tardo novecentesche, probabilmente nell’illusione che a Marghera si assuma sulla base di qualche sgravio fiscale sugli immobili. Chi ha concepito questa norma è figlio della cultura fordista.

Ovvio che il VEGA non è ricompreso, una startup che fa I.T. in Centro Storico non è ricompresa, una società che vende intelligenza non è ricompresa.

Cosa c’entrano gli occupati per determinare una aliquota fiscale sugli immobili??? E’ l’idea fordista della produzione legata all’assioma più spazio, più occupazione. Questa norma parla a mondi in declino o, peggio ancora, che non esistono più.

Queste agevolazioni non sono figlie dei funzionari comunali, sono figlie della “politica”.

Venezia non è città di innovazione se non pensa di applicare aliquote IMU ridotte agli edifici infrastrutturati in fibra ottica, agli edifici che ospitano startup, agli edifici che ospitano spinoff universitari. Più modestamente ad un Parco Scientifico e Tecnologico e ai laboratori universitari.

Anche da queste “piccole cose” si vede l’attitudine di una città ad innovare.

 

 

Lascia un commento