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Organizzare e promuovere l‘innovazione. Una sfida esaltante

La mia amica Gabriella Chiellino (Amministratore Delegato di EAmbiente) mi ha chiesto di tenere una lezione ai suoi dipendenti (età media 12 anni) sull’Innovazione e il web.

Gabriella è come me una entusiasta, la sua è una azienda straordinaria in materia di sostenibilità ambientale.

La sfida era, per me, importante.

Le slide che troverete alla fine di questo post costituiscono una traccia, un percorso verso l’innovazione e un corretto uso delle potenzialità della rete (soprattutto il WEB 2.0). Per me costituiscono l’inizio di un percorso, culturale e ideale assieme, perché, nel costruire questa lezione, mi è venuto voglia di approfondire ed indagare i percorsi che portano all’innovazione.

In queste slide ho scomodato personaggi celebri come Seth Godin, David Weinberger, naturalmente Steve Jobs. (molti altri)

Ci tengo a sottolineare, tuttavia, che il mio sforzo è stato tutto teso ad evidenziare la centralità dell’uomo nei processi di innovazione.

Ovvio, direte voi. No, non è ovvio. Spesso tendiamo a porre la nostra attenzione attorno al  software, alle macchine. Naturalmente si tratta di prodotti nuovi, che eccitano la nostra fantasia.

Ciò è bene, perché stimola la nostra voglia di innovare, di emulare il cambiamento.

Ma ciò non è sufficiente. Anzi è un errore che, alla lunga, impedirà i processi di innovazione, soprattutto in un Paese come l’Italia, ambiente scarsamente innovativo e molto innovatore soprattuto nell’organizzazione e nella cultura aziendale.

Ricordiamoci, al centro di tutto c’é l’uomo. Ricordiamoci che, chi oggi entra nel mondo del lavoro, non solo nei settori innovativi, potrebbe avere una carica di cambiamento fortissima che gli viene dalla sua vita reale. Questa nuova generazione di lavoratori ha una voglia infinita di trasferire queste modelli anche in aziendaE’ facilissimo, anche in aziende innovative, frustrarla. Le nuove tecnologie hanno consentito di rompere i confini che isolavano “la fabbrica” dalla vita. Il termine ubiquitous, che sta ad indicare la pervasività, l’interazione, mi piace molto e da il senso di questo profondo cambiamento.

Guardatevi queste slide, rappresentano un percorso logico verso questo approccio.

Ovviamente sono lieto, come sempre, di condividerle. Naturalmente disponibile, se qualcuno mi chiama, ad instaurare un dialogo sull’innovazione.

 

 

 

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