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Smart city - Smart Citizen

Adotta la tua azione “smart”!!!! Una prospettiva per realizzare le #smartcities

Spesso quando incontriamo amministratori pubblici e parliamo delle smart cities ci rispondono “bello, ma non abbiamo i soldi”.

Qui si ferma ogni tentativo di programmare nel tempo un percorso di innovazione.

Non necessariamente il “pubblico” deve finanziare ogni attività di innovazione.

In molti micro sistemi “smart” potrebbero essere gli smart citizen a finanziare l’innovazione a condizione che questa tangibilmente migliori il loro modo di vivere e quello dei loro cari.

La smart city è spesso un assieme organico di tanti micro sistemi, l’importante e metterli in connessione tra di loro.

Tuttavia, per realizzare questo obiettivo, i cittadini -a quel punto consapevolmente smart citizen- devono essere coinvolti nella progettualità cittadina.

Uno smart citizen non si accontenterà di esprimere i proprio protagonismo solo in occasione delle elezioni, né delegherà ad un consigliere comunale o a un burocrate pubblico il proprio destino.

Lo smart citizen vuole partecipare attivamente alla vita cittadina; d’altronde Internet gli consente di essere un protagonista.

Facciamo un esempio concreto: un gruppo di genitori è convinto che l’acquisto di una stampante 3D nella scuola materna dei propri figli possa consentire un grande passo in avanti nel miglioramento dei processi cognitivi e nell’educazione die loro figli.

Sicuramente avanzeranno la richiesta di acquisto all’Assessore alla Pubblica istruzione. Quest’ultimo, ammesso e non concesso che capisca bene la richiesta, risponderà che “non ci sono soldi”. Naturalmente i dirigenti e gli insegnanti si assoceranno all’Assessore perché il loro “piccolo mondo antico” non deve essere turbato.

I genitori a questo punto si offrono di acquistare loro la stampante 3D. Chiederanno all’Amministrazione, in cambio, di formare gli insegnanti e il loro dirigente all’uso della stampa 3D e a metodologie di insegnamento che stimoleranno la fantasia dei ragazzi.

Si può dire di no ad una offerta così?

Quante altre attività in una città potrebbero essere finanziate direttamente dagli utenti. Non sono attività private; sono attività di interesse pubblico.

“Adotta la tua azione smart” deve diventare un obiettivo per il prossimo futuro delle smart cities.

Cosa manca, cosa andrà sollecitato? Ciò che andrà sollecitato è il coraggio di cambiare e di condividere l’innovazione.

È possibile raggiungere questo obiettivo? Sfido chiunque a dire che è inattuabile. Solo le consuetudini e la conservazione potranno impedire l’innovazione.

Ma, a questo punto, gi smart citizen potrebbero misurare elettoralmente il Sindaco e la Giunta.

Metodologia ed esempi come questo saranno evidenziati nel mio prossimo libro “Il gioco dell’innovazione negli ambienti urbani”. L’engagement dei cittadini è ormai la strada obbligata per governare consapevolmente la trasformazione dei sistemi urbani.

Michele Vianello

2 risposte su “Adotta la tua azione “smart”!!!! Una prospettiva per realizzare le #smartcities”

la mia città è piena di smart citizen e non lo sapevo.
Nelle scuole pubbliche della mia città può capitare che non c’è il gasolio per il riscaldamento e allora i genitori si autotassano per portare le stufette da casa.
Nelle scuole della mia città può capitare che manca del materiale didattico per far giocare i bambini e i genitori non esitano ad autotassarsi per comprare ciò di cui è necessario per la didattica della classe.
Nelle scuole della mia città può capitare che non ci sia il certificato di agibilità e i cittadini per mantenere alto il livello dell’istruzione dei loro figli rischiano quotidianamente che il tetto crolli addosso alla testa dei loro figli, ma in questo i genitori sono smart ? Oppure sono smart se negano ai loro figli di frequentare quelle scuole, sapendo che non ce ne sono altre pubbliche disponibili ?
In alcune scuole della mia città il riscaldamento e i colori per disegnare sono l’#innovazione, probabilmente, ……
……e allora i cittadini che si autotassano per soddisfare questo fabbisogno di innovazione non ho alcun dubbio che sono veri #smartcitizen.

Ma come mai questi smart citizen quando vanno a votare si ritrovano sempre dopo le scuole con gli stessi problemi, forse non hanno alternative, forse chiunque eletto non soddisfa i minimi fabbisogni di servizi essenziali (gestione rifiuti – smaltimento traffico veicolare urbano – scuole senza certificati di agibilità e collaudi finali – ….).

Questo suo post mi mette una confusione in testa sul vero significato di cittadino intelligente. Non capisco più chi è il vero cittadino intelligente e qual è il suo comportamento intelligente nei confronti dell’amministrazione che governa la sua città.
Davvero non so chi è il vero cittadino intelligente nel 2014.
Ho letto, da anni, decine di pubblicazioni sulle smart cities, italiane, ed estere, ma oggi son confuso, tanto confuso, e non sto scherzando.
Saluti

Carissimo Massimo grazie per questa tua interlocuzione.
So bene che tantissimi genitori (io sono un genitore) suppliscono alle carenze che oggi contraddistinguono il mondo scolastico, a partire dal fare loro stessi le pulizie.
È mia convinzione che la città “smart” sia prima di tutto un luogo di persone consapevoli delle potenzialità delle tecnologie IT. Egualmente sono convinto che le città debbano sviluppare tanti micro sistemi di innovazione. A questo si riferisce l’esempio della stampa 3D.
Mi piacerebbe che molti amministratori comprendessero il senso del mio “scambio”. Noi cittadini investiamo nei micro sistemi (fonte hardware), in cambio chiedo cultura e formazione degli operatori.
Questo è il senso di “adotta una azione smart”

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