Un’inedita alleanza tra la società e l’economia…e la politica?

Londra agosto 2009_20090823_0261 copia

Qualche riflessione successiva a Luminar 9.

Sono convinto che i temi (copyright, futuro della rete, social network, gratis, ecc.) discussi nella due giorni da un pubblico molto specializzato non siano stati oggetto dell’approfondimento da parte di un limitato gruppo di specialisti e di “malati della rete”.

Insomma da parte di una minoranza.

La tesi che sostengo con forza (e che ho sostenuto nel corso dei due giorni) è quella secondo la quale Internet 2.0, combinato con la diffusione di strumenti di connettività sempre più flessibili e potenti, accompagnati alla diffusione della rete a banda larga e del WIFI stiano determinando una rivoluzione economica e sociale senza precedenti nel mondo globale.

Immaginate, per la prima volta nella storia dell’umanità, centinaia di milioni di persone sono libere di condividere informazioni, idee, cultura producendo così “abbondanza”. Allo stesso tempo le imprese hanno a disposizione canali e mercati illimitati “virtuali” e “reali”. Tutto ciò superando la forma dello Stato nazione.

Cloud, connettività, storage a basso costo, stanno cambiando anche i parametri dell’economia (fondata sulla conoscenza), determinando in modo inedito “chi è in” e “chi è out” nel mondo dell’impresa.

Ragionamenti analoghi valgono anche nella sfera sociale, contribuendo a realizzare nuove condizioni di inclusione o di esclusione (il tema, in grande parte inesplorato, della cittadinanza digitale).

Le teorie di Chris Anderson e di altri si dimostrano così assolutamente fondate.

Steve Jobs fonda il successo dell’Apple anche sulla realizzazione della long tail. Così come “l’economia del dono” è il fondamento del successo di una impresa globale come Google, proprietaria “solo” di algoritmi di successo.

Certo, nella due giorni si riscontra con una certa tristezza l’assenza sconsolante della politica (soprattutto della politica italiana).

La politica sembra più tesa a limitare questo straordinario fenomeno, dimostrando come la “conservazione” sia ritornata di moda assumendo caratteristiche nuove nell’epoca moderna.

Colpisce come in epoca di elezioni amministrative questi temi siano assenti, con rare eccezioni, dall’agenda della politica, rinunciando così a capire che la competitività del Paese e delle aree urbane passa attraverso queste innovazioni economiche e sociali.

Forse un’inedita alleanza tra l’economia e la società potrà determinare, in modo inedito, una rinascita e una rigenerazione della politica. Pensiamoci….

0 pensieri riguardo “Un’inedita alleanza tra la società e l’economia…e la politica?

  • 6 Febbraio 2010 in 22:54
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    pensiamoci davvero e magari parliamone al prossimo veneziacamp…

    😉

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  • 7 Febbraio 2010 in 9:59
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    Assolutamente si. Potrebbe essere uno dei filoni portanti del prossimo VeneziaCamp. Imprese, economia e società, che divertimento!!!

    Risposta
  • 7 Febbraio 2010 in 18:02
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    Grazie Michele per la sintesi dei due giorni di Luminar.
    Credo che “cambio di mentalità” sia una delle parole chiave emerse nel convegno.
    Solo il 50% del paese frequenta la rete e di questi non so quanti conoscano o si interroghino sulla portata e gli effetti del cambiamento in atto.
    “Responsabilità” la parola che, come il testimone della corsa attorno al mondo delle Olimpiadi, viene consegnata a ciascuno di noi e di coloro che, già interconnessi, ne colgono portata rivoluzionaria trasversale all’economia, alla società e alla politica.
    La conoscenza è spazio e contenitore in cui innestare il cambiamento.
    A noi rendere virale nella semina quotidiana e condivisa questa prima responsabilità.

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  • 7 Febbraio 2010 in 21:56
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    Cara Silvia mi sembrava opportuno aggiungere qualche ulteriore considerazione.
    D’altronde il livello della discussione è stato molto importante. Penso sia opportuno continuare e far capire agli “abitanti della rete”, che “abitare” implica esercitare “diritti” e rispettare delle “regole”. L’importante è che decidiamo di “organizzare” la rete. Il mio timore è quello che altrimenti lo faranno altri.

    Risposta

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