Storie di #wifi liberi. Quando ancora nessuno ci pensava.

In queste ore tutti si sono messi a ricordare la “rivoluzione” del wifi libero e a ricostruire i “fatti”.

Questa volta vorrei io rivendicare qualche merito. Lo ha già fatto ieri l’amico Roberto Scano, di questo lo ringrazio.

Il primo sistema wifi libero lo ho aperto io a Venezia nel 2009. Non qualche panchina wifi, non qualche coraggioso pioniere; una intera città, una Amministrazione Comunale  (della quale mi sono onorato di essere il Vice Sindaco) progettava e realizzava (seppure in parte) una rete wifi.

Sono passati solo 4 anni. Ma, come ci insegna Gordon Moore, nel mondo di Internet 4 anni rappresentano un’era storica.

Tutto poi era stato ideato nel 2006. Dotare una Città di una rete a banda larga pubblica, aprire postazioni wifi diffusi era una strategia forte e vincente, pensata nel 2006.

Così si ragionava negli USA, non in Italia. Eppure (seppur parzialmente) ciò è stato fatto.

Il tutto era completato dall’idea che l’accesso alla rete costituisse un moderno diritto di cittadinanza. Perciò il pubblico aveva il dovere di intervenire, come se fosse stato un asilo nido o una scuola materna.

Guardate il sito Cittadinanza Digitale, costituisce ancora un esempio da imitare.

Ecco perché rivendico con orgoglio ciò che è stato fatto.

Oggi, diciamolo pure, l’Italia è proprio in ritardo.

Vi lascio con un bel filmato che ricorda quella giornata, il 3 luglio 2009, in cui, assieme a tanti cari amici (li riconoscerete) abbiamo inaugurato il primo sistema pubblico di wifi.

 

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