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Perorazioni di un genitore che vorrebbe vivere in una città “mediamente” intelligente

Mio figlio Rocco frequenta una scuola materna comunale a Venezia.

Insegnanti ottimi, asilo molto bello, splendido giardino. Niente da dire. La tradizione è rispettata.

Il mio unico cruccio è che si deve acquistare da un tabaccaio un blocchetto -cartaceo- di buoni pasto.

Il buono pasto viene poi staccato dal blocchetto, inserito in una cassettina -tipo elemosina in chiesa-, le presenze/gli orari di uscita vanno scritte su lavagnetta, ecc.ecc. Il tardo ‘900, insomma.

Possibile non possa acquistare online i buoni pasto, segnalare con sms presenze, assenze, orari di uscita (programmazione dei pasti on line)???

Alzi la mano il genitore o il nonno che non ha uno smartphone (anche stupido).

Mi offro di sviluppare gratuitamente al VEGA una app multipiattaforma per la gestione del processo.

Vi prego evitatemi la solita litania: “…ci sono quelli che non sanno usare Internet ecc.ecc.”. Sono scuse che ormai non trovano fondamento alcuno e, in tutti i casi, si può mantenere il doppio binario carta e Internet. Non ci sono scuse.

Tra qualche settimana uscirà IPhone5. IPhone5 adotterà tecnologie NFC. IPhone5 sarà a tutti gli effetti una tesserina sulla quale precaricare il “borsellino elettronico”. Tra qualche mese -virtù del mercato- tutti gli smarphone adotteranno questa tecnologia.

Una volta tanto si può essere all’avanguardia ed eliminare un pò di carta facilitando la vita di tutti noi?

p.s. Scrivo queste note reduce da convegni sulle Smart Cities. Tutti mi chiedono che cosa è la Smart City. La Smart City è un luogo dove le persone non vengono perseguitate quando la tecnologia permette di esemplificargli la vita.

p.s. La tecnologia NFC giubilerà in un colpo solo sia i sostenitori del IMOB che i detrattori dell’IMOB, i nemici del bip. Cari amici, siete entrambi fuori tempo massimo.

 

11 risposte su “Perorazioni di un genitore che vorrebbe vivere in una città “mediamente” intelligente”

Due chicche, a proposito di “mediamente” intelligente:
1) Ticket Restaurant ha scoperto solo dopo anni che il codice a barre, stampato dalla parte della matrice, quando stacchi il biglietto inevitabilmente si strappa. E finalmente ha cominciato a stamparlo sul lato libero.
2)Trenitalia mi manda un comunicato che pomposamente annuncia:
“NASCE IL BIGLIETTO SOSTENIBILE, al via da domani la stampa di 10 milioni di ticket al mese su carta ecologica certificata”.
Farli direttamente virtuali, no? Come se in Italia non ci fossero 80 milioni di telefonini…

Michele spero che la tua proposta venga accolta quanto prima, e come me sono sicura, molti altri genitori si libererebbero volentieri dell’incubo “blocchetti”! Personalmente trovo il portale GeoScuole del Comune di Venezia piuttosto inutile (http:geoscuole.comune.venezia.it), contiene solo l’anagrafica delle scuole, alcuni pdf scaricabili, non sempre aggiornati, dunque su tutta la partita di una relazione e comunicazione “smart” scuola -famiglia ci sarebbe un grosso lavoro da fare. Sul piano nazionale il portale “Scuola Mia” https://loginstudenti.pubblica.istruzione.it lanciato un anno fa circa doveva avere obiettivi di servizi digitalizzati (sms per fissare colloqui ed altre comunicazioni,pagelle on line etc.) ma non sono disponibili, almeno sul web, informazioni sul numero di scuole effettivamente aderenti, e comunque il servizio penso non sia rivolto alle Scuole dell’Infanzia.
Per pignoleria “di genere” concludo con il perorare la causa del nome SCUOLA dell’INFANZIA, sostituito ufficialmente da anni a quello SCUOLA MATERNA, ma non ancora nell’uso comune: nelle smart cities la cura e l’educazione sono delle mamme e dei papà, vero? 😉 Se no non avresti mai potuto esasperarti in prima persona per il blocchetto dei buoni pasto!
Buon lavoro, a presto! Maria

“Alzi la mano il genitore o il nonno che non ha uno smartphone (anche stupido).”

Eccomi. Non parlo per me, ma io di persone che “non hanno uno smartphone anche stupido”, semplicemente perché, essendo in difficoltà economiche, sostituiranno il telefonino base che hanno da 3+ anni solo quando effettivamente cascherà a pezzi, ne conosco a DECINE e sono sicuro che se chiedessi all’uscita della scuola dei miei figli ne troverei molte di più.

Questo NON cambia affatto la validità di tutto il resto del post che appoggio senza problemi, cercate online “l’assurdità dei certificati di licenza media” per sapere come la penso su queste cose.

Al limite, questo commento è per dire che in Italia “tutti avranno uno smartphone” solo quando non averlo sarà molto più costoso che averlo, anche per i tantissimi italiani che di Internet non sanno comunque che farsene, e che lo smartphone lo userebbero solo per i blocchetti della mensa. Cioè quando fare certe cose su carta costerà di più che online, se ancora sarà permesso

Buona sera, scusate l intromissione, ma credo che molti di noi utilizzino il “telefonino base” al minino delle sue possibilità sia per non conoscenza delle opportunità sia perché le compagnie telefoniche con le loro proposte ed offerte hanno letteralmente stordito molti clienti! Quanto alla scuola ho ancora presente l espressione stravolta Dell economa quando ad ottobre ho bussato alla sua porta per rappresentarle la mia perplessità riguardo al fatto che nn mi era giunta nessuna comunicazione ne via mail ne tramite messaggio sulla cifra che c era da pagare per il primo mese!! Ignorava del tutto l esistenza di tale metodo di comunicazione …

Nessuna scusa, grazie per la testimonianza.
Mi piacerebbe davvero raccogliere un pò di notizie,commentarle assieme a voi.
Potremmo trarne dei casi di studio da tradurre in iniziative semplici e condivisibili.

Ha ragione quando dice che “le presenze/gli orari di uscita vanno scritte su lavagnetta, ecc.ecc. Il tardo ’900, insomma.”
Ha altrettanta ragione quando titola: “Perorazioni di un genitore che vorrebbe vivere in una città “mediamente” intelligente”
Ebbene io vorrei lavorare in un nido (comunale..) “mediamente ” intelligente!!!
Ma Lei lo sa che la maggior parte dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Ve non sono dotati di Pc e non sono in rete?
Da tanti anni anche quando c’era Lei…
E che la litania che dura da anni è sempre la stessa: non ci sono soldi…. (SIC) né per i mezzi informatici né per il cablaggio!!
ps la volontà da parte delle educatrici/insegnati c’è per migliorare la vita di tutti ogni tanto dateci i mezzi…

Come capisce dal mio tono la mia perorazione è rivolta ai gestori. So benissimo che le educatrici sarebbero disponibili (magari nun tutti, non sono così ottimista) ad innovare. Le opportunità sarebbero straordinarie.
Posso garantire che investire in IT non è un costo. Io avevo iniziato un percorso, sò dove volevo arrivare. I casi della vita, per mia fortuna -permetta la battuta- mi hanno fatto approdare ad altri lidi, quindi non so dove dove siano arrivati i processi “innovativi”…

..e infatti noi lo rimpiangiamo l’assessore vianello e non solo come assessore ma anche come persona!! la mia non era una polemica, e mi dispiace se intesa come tale, piacerebbe anche a me sapere dove siano arrivati i processi innovativi… nei nidi e nelle scuole dell’infanzia no!! si saranno fermate nei meandri della burocrazia…. peccato perché sono cambiati, per fortuna,i tempi e i metodi di insegnare, ma soprattutto i bambini, le insegnanti e i genitori… mi sa che la dirigenza politico.amministrativa no!!
in bocca al lupo e la seguo, cercando di cambiare e facilitare…

Non avevo inteso come polemica, anzi ti ringrazio per le tue parole. Mi fanno davvero piacere ma, “nessuno è profeta in patria”. A presto e tantissimi auguri!!!!

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